Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione. Navigando nel sito, acconsenti agli utilizzi di cookie descritti nella nostra cookie policy

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Stampa

Gros: ricordi di Valanga

Postato in Blog

Piero Gros è una delle leggende dello sci azzurro. Piemontese di Sauze d’Oulx, cinquant’otto anni portati con grinta. La stessa carica che metteva sugli sci quando, da slalomista, era capace di vincere partendo con numeri impossibili. Poche settimane fa è stato festeggiato il quarantesimo anniversario della sua prima vittoria in Coppa del Mondo. Col numero 45 vinse a Val d’Isere al debutto in gigante, pochi giorni dopo a Madonna di Campiglio conquistò il successo anche in slalom. A soli diciotto anni. Due dei suoi record ancora imbattuti. Ora, tra le tante attività, segue lo sci da testimonial della Colmar e da commentatore della TV Svizzera Italiana ed è un perfetto testimone dei primi anni del Pool Sci Italia che è nato come Consorzio, ufficialmente, solo poco tempo dopo quelle vittorie, ma era già attivo come componente essenziale della FISI.

“Che anni - attacca Pierino – pieni di entusiasmo! Il Pool era di enorme beneficio per noi atleti. Avevamo tutto: materiale tecnico, abbigliamento (che è uscito dal Pool nel 1992 - ndr), accessori, per gara e allenamento. Eravamo fighi, noi atleti! Ve le ricordate le giacchette di piuma a pois? Super Chic!
Purtroppo è rimasto poco di quegli anni, ma c’era roba da museo della tecnica e della moda. Il Pool è stato qualcosa di straordinario…


Gli atleti ricevevano il materiale non appena entravano i squadra ed erano seguiti dalle aziende come ora, anche se il ‘mercato’ degli atleti a volte era spregiudicato…

Io sciavo con gli scarponi Caber e gli sci Rossignol da sempre – continua Gros – fino all’autunno del mio ingresso in squadra, nel 1970. Mi rompo un braccio in allenamento in primavera e Caber mi ‘baratta’ per Herbert Plank e Rolando Thoeni, due promesse, come lo ero io…

Ero affezionato a Caber e da loro avevo preso la bellezza di 500 mila lire per aver vinto due titoli aspiranti! Era un bel mucchio di soldi per un ragazzino. In autunno riprendo con cautela, ma continuavo a sciare con Caber in tutti gli allenamenti. Mi spediscono in Australia con i discesisti e mi porto due paia di scarponi: i Caber e i nuovi Dolomite.

Negli allenamenti allo Stelvio, era il settembre 1970, inizio a usare il ‘Sintesi’ di Dolomite senza grande convinzione, ma il contratto andava rispettato… Vado a Val d’Isere e vinco! Caberlotto, il proprietario della Caber, per poco non ci resta secco!

Le aziende investono forte sugli atleti. Sia sul percorso dei giovani, sia quando l’atleta entra in squadra. “Ce ne rendevamo conto – confessa Piero – anche noi della Valanga perché il materiale che arrivava era tantissimo. La 3-Tre di Campiglio, a dicembre, era il momento della distribuzione del materiale nuovo. E noi azzurri eravamo tra i più originali, tra i più belli. Il disegno dei cappellini, nei maglioni, dei pantaloni e delle giacche a vento che indossavamo noi italiani è sempre attuale. Peccato non aver conservato nulla!

Il Pool nel 1992 ha perso per strada l’abbigliamento. Lo strappo venne imposto dalla FISI non senza grandi tensioni. “E’ stato un errore clamoroso perché il Pool deve rappresentare tutte le aziende che hanno interesse con il mercato dello sci e lavorando con la FISI è possibile attivare una promozione complessiva degli sport invernali. Sarebbe bello poter ritrovare il concetto di squadra, del lavoro di gruppo tra tecnici, atleti, skiman, aziende e manager. E la FISI deve intensificare il suo lavoro di catalizzatore”.

 

Pool Sci Italia, Via Caccini 10 - 20124 Milano  |  P.Iva 04774530960 - C.F. 80040710156  |  Powered by Lab4.net  |  Copyright © 2012 Pool Sci Italia